Lezione 5 · Canale 1 · giovedì 1 ottobre 2026

Domini e limiti in più variabili

Programmazione Matematica

Funzioni e domini

Una funzione f:Rn→Rmf:\mathbb R^n\to\mathbb R^m manda un vettore di nn componenti in uno di mm. Se m=1m=1 è a valori scalari, se m>1m>1 è a valori vettoriali.

Il dominio è il sottoinsieme D⊆RnD\subseteq\mathbb R^n dei punti in cui ff è definita: f(x)f(x) esiste per ogni x∈Dx\in D e non esiste fuori da DD. Può essere tutto Rn\mathbb R^n oppure una sua parte. Per descriverlo servono le nozioni seguenti.

  • Aperto: formato solo da punti interni.
  • Chiuso: contiene tutti i suoi punti di frontiera. Equivale a contenere tutti i suoi punti di accumulazione.
  • Limitato: i suoi punti stanno a distanza dall'origine minore o uguale a una costante.
  • Compatto: chiuso e limitato.

Le unioni e le intersezioni conservano queste proprietà solo in alcuni casi:

unione, anche infinita, di aperti: apertointersezione finita di aperti: apertointersezione, anche infinita, di chiusi: chiusounione finita di chiusi: chiuso\begin{gathered} \text{unione, anche infinita, di aperti: aperto}\\ \text{intersezione finita di aperti: aperto}\\ \text{intersezione, anche infinita, di chiusi: chiuso}\\ \text{unione finita di chiusi: chiuso} \end{gathered}

∅\varnothing e Rn\mathbb R^n sono sia aperti sia chiusi.

Tre domini

Un semipiano aperto. Per f(x,y)=ln⁡(x+y−1)f(x,y)=\ln(x+y-1) l'argomento deve essere positivo:

D={(x,y)∈R2: x+y−1>0}D=\{(x,y)\in\mathbb R^2:\ x+y-1>0\}

La retta x+y−1=0x+y-1=0 è la frontiera e non appartiene a DD. Per sapere da che parte sta il dominio basta provare un punto: (0,0)(0,0) dà −1-1, quindi DD sta dall'altra parte della retta. Il dominio è aperto (la disuguaglianza è stretta) e illimitato. I punti di frontiera sono quelli della retta; i punti di accumulazione sono quelli con x+y−1≥0x+y-1\ge 0, cioè il dominio più la retta.

Un disco bucato. Per

f(x,y)=1−x2−y2+1x2+y2f(x,y)=\sqrt{1-x^2-y^2}+\frac{1}{x^2+y^2}

servono due condizioni: il radicando è non negativo, cioè x2+y2≤1x^2+y^2\le 1, e il denominatore non è nullo. Una somma di due quadrati si annulla solo se si annullano entrambi, quindi la seconda condizione esclude la sola origine: (x,y)≠(0,0)(x,y)\neq(0,0), non «x≠0x\neq 0 e y≠0y\neq 0», che toglierebbe anche gli assi.

D={(x,y)∈R2: x2+y2≤1, (x,y)≠(0,0)}D=\{(x,y)\in\mathbb R^2:\ x^2+y^2\le 1,\ (x,y)\neq(0,0)\}

È un disco di raggio 11, circonferenza compresa, con un buco nell'origine.

  • Frontiera: la circonferenza x2+y2=1x^2+y^2=1 e l'origine.
  • Punti di accumulazione: tutto il disco chiuso x2+y2≤1x^2+y^2\le 1, origine compresa.
  • Non è chiuso: l'origine è di accumulazione e non appartiene a DD.
  • Non è aperto: contiene i punti della circonferenza, che sono di frontiera.
  • È limitato, ma non essendo chiuso non è compatto.

L'origine è di accumulazione per il disco bucato

−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4
  • dominio (bordo incluso)
  • intorno dell'origine di raggio
Per quanto piccolo sia , l'intorno dell'origine contiene un punto di diverso dall'origine: l'origine è di accumulazione per senza appartenergli.

Un semipiano chiuso. Si cerca una funzione con dominio chiuso e illimitato. Per f(x,y)=x2+y2f(x,y)=x^2+y^2 il dominio è R2\mathbb R^2, chiuso e illimitato ma anche aperto. Per avere un dominio contenuto strettamente in R2\mathbb R^2 si prende f(x,y)=x+y−1f(x,y)=\sqrt{x+y-1}:

D={(x,y)∈R2: x+y−1≥0}D=\{(x,y)\in\mathbb R^2:\ x+y-1\ge 0\}

Qui la retta è inclusa, quindi DD è chiuso. Funzione e dominio sono oggetti diversi: ff è una funzione, DD un insieme.

Semipiano aperto e chiuso

: aperto

−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,5−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,5sulla retta, esclusa
  • :

: chiuso

−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,5−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,5sulla retta, inclusa
  • :
La retta è la frontiera di entrambi i domini: appartiene a con la radice, non con il logaritmo.

Grafico e limitatezza

Il grafico di una funzione è un insieme. Per f:D⊆R→Rf:D\subseteq\mathbb R\to\mathbb R sta in R2\mathbb R^2; per una funzione scalare di nn variabili sta in Rn+1\mathbb R^{n+1}:

Gf={(x,y)∈Rn+1: x∈D, y=f(x)}G_f=\{(x,y)\in\mathbb R^{n+1}:\ x\in D,\ y=f(x)\}

Si definisce anche quando non si può disegnare: con tre o più variabili vive in dimensione almeno quattro.

Una funzione scalare è limitata se esiste M>0M>0 con ∣f(x)∣≤M|f(x)|\le M per ogni x∈Dx\in D. Per una funzione a valori vettoriali si misura il valore con la norma:

∃M>0: ∥f(x)∥≤M∀x∈D\exists M>0:\ \|f(x)\|\le M\quad\forall x\in D

Per le funzioni scalari hanno senso estremo superiore, estremo inferiore, massimo e minimo. Per quelle a valori vettoriali non si trasferiscono allo stesso modo, perché Rm\mathbb R^m con m>1m>1 non è totalmente ordinato.

Il limite

Sia f:D⊆R→Rf:D\subseteq\mathbb R\to\mathbb R e sia x0x_0 un punto di accumulazione di DD. Serve questa ipotesi perché ci si deve poter avvicinare a x0x_0 con punti di DD diversi da x0x_0. Non occorre che x0x_0 stia in DD, e il valore f(x0)f(x_0), se esiste, non conta. Per

f(x)={x2+1x≠00x=0f(x)=\begin{cases}x^2+1&x\neq 0\\0&x=0\end{cases}

si ha lim⁡x→0f(x)=1\lim_{x\to 0}f(x)=1 ma f(0)=0f(0)=0.

lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺   ∀ε>0 ∃δε>0:x∈D, 0<∣x−x0∣<δε⇒ ∣f(x)−ℓ∣<ε\begin{aligned} \lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\ &\forall\varepsilon>0\ \exists\delta_\varepsilon>0:\\ &x\in D,\ 0<|x-x_0|<\delta_\varepsilon\\ &\Rightarrow\ |f(x)-\ell|<\varepsilon \end{aligned}

La condizione sulla distanza da x0x_0 dice x∈B(x0,δε)∖{x0}x\in B(x_0,\delta_\varepsilon)\setminus\{x_0\}, l'intorno privato del centro; la conclusione dice f(x)∈B(ℓ,ε)f(x)\in B(\ell,\varepsilon). Quindi per ogni intorno di ℓ\ell c'è un intorno bucato di x0x_0 i cui punti di DD hanno immagine dentro.

Limite in di , con

−1,5−1−0,500,511,5−0,500,511,522,533,5
Per ogni esiste un per cui, nell'intorno bucato di , il grafico sta nella striscia attorno a ; il valore non conta. Muovi e .

Per f:D⊆Rn→Rmf:D\subseteq\mathbb R^n\to\mathbb R^m la struttura non cambia: le distanze si misurano con la norma, sia fra i punti di partenza sia fra i valori. Per m=1m=1 la norma di f(x)−ℓf(x)-\ell è il valore assoluto.

lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺   ∀ε>0 ∃δε>0:x∈D, 0<∥x−x0∥<δε⇒ ∥f(x)−ℓ∥<ε\begin{aligned} \lim_{x\to x_0}f(x)=\ell\iff\ &\forall\varepsilon>0\ \exists\delta_\varepsilon>0:\\ &x\in D,\ 0<\|x-x_0\|<\delta_\varepsilon\\ &\Rightarrow\ \|f(x)-\ell\|<\varepsilon \end{aligned}

Limiti infiniti. Per una funzione a valori scalari, con M∈RM\in\mathbb R, f(x)∈I(+∞)f(x)\in I(+\infty) significa f(x)>Mf(x)>M e f(x)∈I(−∞)f(x)\in I(-\infty) significa f(x)<Mf(x)<M:

lim⁡x→x0f(x)=+∞  ⟺   ∀M∈R ∃δM>0:x∈D, 0<∥x−x0∥<δM⇒ f(x)>M\begin{aligned} \lim_{x\to x_0}f(x)=+\infty\iff\ &\forall M\in\mathbb R\ \exists\delta_M>0:\\ &x\in D,\ 0<\|x-x_0\|<\delta_M\\ &\Rightarrow\ f(x)>M \end{aligned}

Per −∞-\infty l'ultima condizione è f(x)<Mf(x)<M. L'uscita resta un numero reale, quindi il confronto non cambia.

Il punto all'infinito

In R\mathbb R si distinguono +∞+\infty e −∞-\infty. In Rn\mathbb R^n si aggiunge un solo elemento, distante dall'origine quanto si vuole:

R∗n=Rn∪{∞}\mathbb R^n_*=\mathbb R^n\cup\{\infty\}

Scrivere x→∞x\to\infty significa ∥x∥→+∞\|x\|\to+\infty: conta la distanza dall'origine, non le singole componenti. Un intorno di ∞\infty è l'insieme dei punti di norma maggiore di una costante aa:

I(∞)={x∈Rn: ∥x∥>a}I(\infty)=\{x\in\mathbb R^n:\ \|x\|>a\}

Con questa definizione ha senso chiedere se ∞\infty sia punto di accumulazione di DD. Lo è quando ogni intorno I(∞)I(\infty) contiene punti di DD, cioè quando DD ha punti di norma arbitrariamente grande.

  • Il semipiano x+y−1>0x+y-1>0 di f(x,y)=ln⁡(x+y−1)f(x,y)=\ln(x+y-1) ha ∞\infty come punto di accumulazione: si possono studiare i limiti per ∥(x,y)∥→∞\|(x,y)\|\to\infty.
  • Il disco di f(x,y)=1−x2−y2f(x,y)=\sqrt{1-x^2-y^2}, x2+y2≤1x^2+y^2\le 1, è limitato: ∞\infty non è di accumulazione e non si studia il limite all'infinito.

Un intorno di incontra il dominio?

Dominio illimitato:

−3−2−10123−3,5−3−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,533,5punto di nell'intorno
  • dominio
  • bordo dell'intorno di

Dominio limitato:

−3−2−10123−3,5−3−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,533,5punto di nell'intorno
  • dominio
  • bordo dell'intorno di
Un dominio illimitato incontra ogni intorno di ; uno limitato no, quando il raggio supera .

Prima di chiedersi quanto vale un limite bisogna verificare che il punto verso cui si tende, anche ∞\infty, sia di accumulazione per il dominio. Solo allora il limite può esistere finito, esistere infinito o non esistere.

Formulario

Limite in x0x_0

∀ε>0 ∃δε>0:x∈D,0<∥x−x0∥<δε⇒∥f(x)−ℓ∥<ε\begin{aligned} &\forall\varepsilon>0\ \exists\delta_\varepsilon>0:\\ &x\in D,\\ &0<\|x-x_0\|<\delta_\varepsilon\\ &\Rightarrow\|f(x)-\ell\|<\varepsilon \end{aligned}

Limite +∞+\infty (scalare)

∀M∈R ∃δM>0:x∈D,0<∥x−x0∥<δM⇒f(x)>M\begin{aligned} &\forall M\in\mathbb R\ \exists\delta_M>0:\\ &x\in D,\\ &0<\|x-x_0\|<\delta_M\\ &\Rightarrow f(x)>M \end{aligned}

Grafico

Gf={(x,y)∈Rn+1:x∈D, y=f(x)}\begin{aligned} G_f=\{&(x,y)\in\mathbb R^{n+1}:\\ &x\in D,\ y=f(x)\} \end{aligned}

Funzione limitata

∃M>0: ∥f(x)∥≤M\exists M>0:\ \|f(x)\|\le M

Punto all'infinito

R∗n=Rn∪{∞}I(∞)={∥x∥>a}\begin{gathered} \mathbb R^n_*=\mathbb R^n\cup\{\infty\}\\ I(\infty)=\{\|x\|>a\} \end{gathered}

Aperti e chiusi

  • unione di aperti: aperto
  • intersezione finita di aperti: aperto
  • intersezione di chiusi: chiuso
  • unione finita di chiusi: chiuso