Lezione 4 · Canale 1 · mercoledì 30 settembre 2026

Distanze e insiemi in ℝⁿ

Programmazione Matematica

Distanza e intorni

In R\mathbb R la distanza fra aa e bb è ∣a−b∣|a-b|. In Rn\mathbb R^n il valore assoluto diventa una norma:

d(x,y)=∥x−y∥d(x,y)=\|x-y\|

È la distanza indotta dalla norma. Si usa la norma euclidea L2L^2; esistono anche L1L^1 e L∞L^\infty, e la distanza cambia con la norma scelta. Una distanza gode di quattro proprietà:

1) d(x,y)≥02) d(x,y)=0  ⟺  x=y3) d(x,y)=d(y,x)4) d(x,y)≤d(x,z)+d(y,z)\begin{aligned} &1)\ d(x,y)\ge 0\\ &2)\ d(x,y)=0\iff x=y\\ &3)\ d(x,y)=d(y,x)\\ &4)\ d(x,y)\le d(x,z)+d(y,z) \end{aligned}

Si può anche prescindere dalla norma: una funzione d:Rn×Rn→R+d:\mathbb R^n\times\mathbb R^n\to\mathbb R^+ che soddisfa 1)–4) è una distanza.

Dati xˉ∈Rn\bar x\in\mathbb R^n e ρ>0\rho>0, l'intorno sferico di centro xˉ\bar x e raggio ρ\rho è l'insieme dei punti a distanza minore di ρ\rho da xˉ\bar x:

B(xˉ,ρ)={x∈Rn: ∥x−xˉ∥<ρ}B(\bar x,\rho)=\{x\in\mathbb R^n:\ \|x-\bar x\|<\rho\}

In R\mathbb R è l'intervallo (xˉ−ρ, xˉ+ρ)(\bar x-\rho,\ \bar x+\rho). La sua forma dipende dalla norma. Nel piano, la norma di (x,y)(x,y) è ∣x∣+∣y∣|x|+|y| per L1L^1, max⁡{∣x∣,∣y∣}\max\{|x|,|y|\} per L∞L^\infty, x2+y2\sqrt{x^2+y^2} per L2L^2.

Punti interni, esterni, di frontiera

Il complementare di E⊆RnE\subseteq\mathbb R^n è Co(E)={x∈Rn: x∉E}C_o(E)=\{x\in\mathbb R^n:\ x\notin E\}. Si ha Co(Rn)=∅C_o(\mathbb R^n)=\varnothing e Co(∅)=RnC_o(\varnothing)=\mathbb R^n. Un punto xˉ∈Rn\bar x\in\mathbb R^n è:

  • interno a EE se esiste B(xˉ,ρ)⊆EB(\bar x,\rho)\subseteq E: ne basta uno;
  • esterno a EE se esiste B(xˉ,ρ)⊆Co(E)B(\bar x,\rho)\subseteq C_o(E), cioè se è interno al complementare;
  • di frontiera per EE se ogni intorno contiene punti di EE e punti del complementare:
∀ρ>0: B(xˉ,ρ)∩E≠∅ ∧ B(xˉ,ρ)∩Co(E)≠∅\forall\rho>0:\ B(\bar x,\rho)\cap E\neq\varnothing\ \wedge\ B(\bar x,\rho)\cap C_o(E)\neq\varnothing

Ogni punto di Rn\mathbb R^n è di una sola di queste tre specie. ∂E\partial E indica l'insieme dei punti di frontiera di EE, E˚\mathring E quello dei punti interni.

Un punto interno del disco

−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2
  • disco aperto (bordo escluso)
  • intorno contenuto nel disco
Esiste sempre un intorno di contenuto nel disco. Trascina per provare.

Esempio in R2\mathbb R^2. Un quadrato di lato 1 con i lati y=0y=0 e y=1y=1 esclusi, più un punto isolato:

E={(x,y)∈R2: 0≤x≤1, 0<y<1}∪{(2,2)}E=\{(x,y)\in\mathbb R^2:\ 0\le x\le 1,\ 0<y<1\}\cup\{(2,2)\}

I punti di frontiera sono i quattro lati e il punto (2,2)(2,2). Anche i lati esclusi sono di frontiera: ogni loro intorno contiene punti del quadrato e punti fuori. I punti interni sono quelli con 0<x<10<x<1 e 0<y<10<y<1.

Punti di accumulazione e punti isolati

Un punto xˉ∈Rn\bar x\in\mathbb R^n è di accumulazione per EE se ogni suo intorno contiene un punto di EE diverso da xˉ\bar x:

∀ρ>0: (B(xˉ,ρ)∩E)∖{xˉ}≠∅\forall\rho>0:\ \bigl(B(\bar x,\rho)\cap E\bigr)\setminus\{\bar x\}\neq\varnothing

Può appartenere a EE oppure no. DE\mathcal D E indica l'insieme dei punti di accumulazione. Un punto isolato di EE è un punto xˉ∈E\bar x\in E che non è di accumulazione.

  • Un punto interno è sempre di accumulazione.
  • Un punto isolato non è di accumulazione, ma è di frontiera.
  • I punti di accumulazione si cercano fra quelli interni e di frontiera, escludendo gli isolati.

Nell'esempio sono di accumulazione tutti i punti del quadrato, lati esclusi compresi. Il punto (2,2)(2,2) è isolato.

Frontiera e punto isolato

−0,500,511,522,5−0,4−0,200,20,40,60,811,21,41,61,822,22,42,62,8
  • quadrato, lati e esclusi
  • lati e , inclusi
  • intorno
Un punto è di frontiera se ogni suo intorno contiene punti dentro e fuori dall'insieme; è isolato se ha un intorno bucato tutto fuori dall'insieme. Trascina per vedere i casi.

Aperti, chiusi, chiusura

Un insieme E⊆RnE\subseteq\mathbb R^n è aperto se ogni suo punto è interno; è chiuso se il suo complementare è aperto. Può non essere né l'uno né l'altro.

L'insieme vuoto è aperto, perché non ha punti che violino la condizione (la soddisfa vacuamente). Il suo complementare Rn\mathbb R^n è quindi chiuso. Ma Rn\mathbb R^n è anche aperto, e il suo complementare ∅\varnothing è chiuso. Sono i soli sottoinsiemi di Rn\mathbb R^n aperti e chiusi insieme (fatto qui non dimostrato).

La chiusura di EE si ottiene aggiungendo i punti di frontiera che non gli appartengono:

E‾=E˚∪∂E\overline E=\mathring E\cup\partial E
  • Nell'esempio del quadrato, i lati esclusi sono di frontiera ma non stanno in EE. La chiusura è E‾={0≤x≤1, 0≤y≤1}∪{(2,2)}\overline E=\{0\le x\le 1,\ 0\le y\le 1\}\cup\{(2,2)\}, diversa da EE.
  • Il disco x2+y2<1x^2+y^2<1 ha per chiusura x2+y2≤1x^2+y^2\le 1; questo insieme coincide con la propria chiusura.
  • Un insieme di quattro punti isolati in R3\mathbb R^3 non ha punti interni e ha ∂E=E\partial E=E. Quindi E‾=E\overline E=E.

Caratterizzazione degli insiemi chiusi. Sono equivalenti:

1) E eˋ chiuso  ⟺  2) ∂E⊆E  ⟺  3) DE⊆E1)\ E\text{ è chiuso}\iff 2)\ \partial E\subseteq E\iff 3)\ \mathcal D E\subseteq E

Si dimostra 1⇒2⇒3⇒11\Rightarrow 2\Rightarrow 3\Rightarrow 1.

  • 1⇒21\Rightarrow 2. Sia xˉ∉E\bar x\notin E, quindi xˉ∈Co(E)\bar x\in C_o(E), che è aperto. Esiste B(xˉ,ρ)⊆Co(E)B(\bar x,\rho)\subseteq C_o(E), che non incontra EE: xˉ∉∂E\bar x\notin\partial E.
  • 2⇒32\Rightarrow 3. Per assurdo sia xˉ∈DE\bar x\in\mathcal D E con xˉ∉E\bar x\notin E. Ogni intorno incontra EE, e contiene xˉ∈Co(E)\bar x\in C_o(E): allora xˉ∈∂E⊆E\bar x\in\partial E\subseteq E, contraddizione.
  • 3⇒13\Rightarrow 1. Sia xˉ∈Co(E)\bar x\in C_o(E). Non sta in EE e non è di accumulazione, quindi esiste B(xˉ,ρ)B(\bar x,\rho) senza punti di EE, cioè B(xˉ,ρ)⊆Co(E)B(\bar x,\rho)\subseteq C_o(E). Dunque Co(E)C_o(E) è aperto.

Ne segue che EE è chiuso se e solo se E=E˚∪∂E=E‾E=\mathring E\cup\partial E=\overline E.

Disequazioni, equazioni e insiemi aperti o chiusi

Per gli insiemi definiti da vincoli vale una regola pratica, da ricordare senza dimostrarla e valida per funzioni continue. I punti di frontiera stanno dove vale l'uguaglianza.

  • Solo disequazioni strette: l'insieme è aperto. Esempio in R3\mathbb R^3:
{(x,y,z): x2+y2+z2<1, x+2y−z>−4}\{(x,y,z):\ x^2+y^2+z^2<1,\ x+2y-z>-4\}
  • Equazioni e disequazioni tutte non strette: l'insieme è chiuso.
  • Condizioni strette e non strette insieme: può non essere né aperto né chiuso.

Serve perché i vincoli dei modelli di ottimizzazione sono equazioni e disequazioni.

L'esempio del quadrato mescola le due specie, e non è né aperto né chiuso. Con tutte le disuguaglianze non strette diventa chiuso. Con tutte strette non diventa aperto: (2,2)(2,2) è isolato, quindi non interno.

Insiemi limitati e compatti

E⊆RnE\subseteq\mathbb R^n è limitato se esiste M>0M>0 con ∥x∥<M\|x\|<M per ogni x∈Ex\in E: gli elementi non crescono arbitrariamente. È compatto se è chiuso e limitato.

Teorema di Weierstrass (enunciato senza dimostrazione): una funzione continua su un insieme compatto non vuoto ammette massimo e minimo. La compattezza serve nei modelli e negli algoritmi di ottimizzazione.

Un insieme di punti con accumulazione

E={(x,y): x=1k+1, y=1k+1,k=0,1,2,… }\begin{aligned} E=\Bigl\{(x,y):\ &x=\frac{1}{k+1},\ y=\frac{1}{k+1},\\ &k=0,1,2,\dots\Bigr\} \end{aligned}

L'origine è di accumulazione per EE, perché i punti si avvicinano a (0,0)(0,0), ma (0,0)∉E(0,0)\notin E: EE non è chiuso. Ogni suo punto è isolato, quindi non interno: EE non è aperto. Aggiungendo (0,0)(0,0) diventa chiuso; fermando kk a un valore finito si ha un insieme finito di punti isolati.

I punti si accumulano nell'origine

−0,4−0,200,20,40,60,81−0,4−0,3−0,2−0,100,10,20,30,40,50,60,70,80,911,1
  • intorno
Per quanto piccolo sia , l'intorno contiene sempre un punto della successione.

Formulario

Distanza indotta

d(x,y)=∥x−y∥d(x,y)=\|x-y\|

Proprietà

d(x,y)≥0d(x,y)=0  ⟺  x=yd(x,y)=d(y,x)d(x,y)≤d(x,z)+d(y,z)\begin{aligned} &d(x,y)\ge 0\\ &d(x,y)=0\iff x=y\\ &d(x,y)=d(y,x)\\ &d(x,y)\le d(x,z)+d(y,z) \end{aligned}

Intorno sferico

B(xˉ,ρ)={x: ∥x−xˉ∥<ρ}B(\bar x,\rho)=\{x:\ \|x-\bar x\|<\rho\}

Complementare

Co(E)={x: x∉E}C_o(E)=\{x:\ x\notin E\}

Punto interno

∃ρ>0: B(xˉ,ρ)⊆E\exists\rho>0:\ B(\bar x,\rho)\subseteq E

Punto esterno

∃ρ>0: B(xˉ,ρ)⊆Co(E)\exists\rho>0:\ B(\bar x,\rho)\subseteq C_o(E)

Punto di frontiera

∀ρ>0:B(xˉ,ρ)∩E≠∅B(xˉ,ρ)∩Co(E)≠∅\begin{aligned} &\forall\rho>0:\\ &B(\bar x,\rho)\cap E\neq\varnothing\\ &B(\bar x,\rho)\cap C_o(E)\neq\varnothing \end{aligned}

Punto di accumulazione

∀ρ>0:\forall\rho>0: (B(xˉ,ρ)∩E)∖{xˉ}≠∅\bigl(B(\bar x,\rho)\cap E\bigr)\setminus\{\bar x\}\neq\varnothing

Punto isolato: xˉ∈E\bar x\in E non di accumulazione.

Chiusura

E‾=E˚∪∂E\overline E=\mathring E\cup\partial E

Insieme chiuso

Co(E) aperto  ⟺  ∂E⊆E  ⟺  DE⊆E\begin{aligned} &C_o(E)\text{ aperto}\\ &\iff\partial E\subseteq E\\ &\iff\mathcal D E\subseteq E \end{aligned}

Limitato

∃M>0: ∥x∥<M  ∀x∈E\exists M>0:\ \|x\|<M\ \ \forall x\in E

Compatto: chiuso e limitato.

Weierstrass

E compatto non vuotof continua⇒ ∃ min⁡Ef, max⁡Ef\begin{aligned} &E\text{ compatto non vuoto}\\ &f\text{ continua}\\ &\Rightarrow\ \exists\ \min_E f,\ \max_E f \end{aligned}