Lezione 8 · Canale 2 · martedì 13 ottobre 2026

Stabilità dei sistemi dinamici

Sistemi Dinamici

Dai modi alla stabilità

Un modo naturale converge, resta limitato o diverge secondo la parte reale α\alpha del suo autovalore: negativa, nulla o positiva. La stabilità estende la distinzione a qualunque sistema, anche non lineare: una piccola perturbazione dello stato iniziale produce uno scostamento piccolo? Per i sistemi lineari conta la posizione degli autovalori.

Sollecitare un solo modo

Nell'evoluzione libera basta scegliere x0=ciuix_0=c_iu_i perché compaia il solo modo ii. Nell'evoluzione forzata il ruolo dello stato iniziale lo hanno le colonne di BB, fisse: con u(t)=u0 δ(t)u(t)=u_0\,\delta(t) si ha xf(t)=eAtBu0x_f(t)=e^{At}Bu_0, l'evoluzione libera da x0=Bu0x_0=Bu_0. Compare il solo modo ii se Bu0=uiBu_0=u_i per qualche u0u_0, cioè se uiu_i appartiene all'immagine di BB. Per un modo pseudoperiodico basta che l'immagine contenga un vettore non nullo del piano di uau_a e ubu_b. È l'eccitabilità separata.

Autovalori con parte reale nulla

Se Re⁡λ<0\operatorname{Re}\lambda<0 il modo converge, se Re⁡λ>0\operatorname{Re}\lambda>0 diverge, anche quando la molteplicità algebrica supera la geometrica. Se Re⁡λ=0\operatorname{Re}\lambda=0 il modo è limitato se e solo se le due molteplicità coincidono. Lo mostrano tre matrici in forma di Jordan, ognuna con un solo blocco 2×22\times2:

A1=(−110−1),A2=(0100),A3=(1101)A_1=\begin{pmatrix}-1&1\\0&-1\end{pmatrix},\quad A_2=\begin{pmatrix}0&1\\0&0\end{pmatrix},\quad A_3=\begin{pmatrix}1&1\\0&1\end{pmatrix}

Hanno l'autovalore doppio λ=−1\lambda=-1, 00 e 11 rispettivamente, con rank⁡(A−λI)=1\operatorname{rank}(A-\lambda I)=1: molteplicità algebrica 22, geometrica 2−1=12-1=1. C'è un solo autovettore e serve la catena degli autovettori generalizzati. Su un blocco di Jordan l'esponenziale ha eλte^{\lambda t} sulla diagonale e teλtte^{\lambda t} dove il blocco ha 11:

eAt=eλt(1t01)e^{At}=e^{\lambda t}\begin{pmatrix}1&t\\0&1\end{pmatrix}

Le leggi dei modi sono e−te^{-t} e te−tte^{-t}, poi 11 e tt, poi ete^{t} e tette^{t}. Per λ=−1\lambda=-1 l'esponenziale decresce più in fretta di quanto tt cresca, e il modo converge. Per λ=1\lambda=1 diverge. Per λ=0\lambda=0 il termine tt diverge, come tcos⁡ωtt\cos\omega t per una coppia ±jω\pm\mathrm j\omega con molteplicità geometrica minore dell'algebrica. Se le due molteplicità coincidono quel termine non c'è e il modo resta limitato.

Il termine con contro l'esponenziale

00,511,522,533,544,555,5600,20,40,60,81
Con il fattore fa crescere solo all'inizio: dopo il picco in l'esponenziale prevale e il modo si estingue.

Punti di equilibrio

Per x˙=f(x,u)\dot x=f(x,u) con ingresso costante ueu_e, lo stato xex_e è di equilibrio se f(xe,ue)=0f(x_e,u_e)=0: partendo da xex_e il sistema vi resta. Gli equilibri possono essere in numero qualunque: x˙=x2+1\dot x=x^2+1 non ne ha di reali, x˙=−x\dot x=-x ha la sola origine. Il pendolo, con x1=θx_1=\theta, x2=θ˙x_2=\dot\theta e ue=0u_e=0, ha x2=0x_2=0 e x1x_1 multiplo intero di π\pi: infiniti equilibri, fisicamente due posizioni, la massa in basso e in alto. Spostata di poco, quella in basso resta nei dintorni, quella in alto cade.

Stabilità semplice, asintotica, esponenziale

Si perturba lo stato iniziale rispetto a xex_e. L'equilibrio è stabile se per ogni ε>0\varepsilon>0 esiste δε>0\delta_\varepsilon>0 tale che

∥x(t0)−xe∥<δε ⇒ ∥x(t)−xe∥<ε∀ t≥t0\lVert x(t_0)-x_e\rVert<\delta_\varepsilon\ \Rightarrow\ \lVert x(t)-x_e\rVert<\varepsilon\quad\forall\,t\ge t_0

Comunque piccolo sia l'intorno di raggio ε\varepsilon, un intorno iniziale abbastanza piccolo tiene la traiettoria al suo interno. Per il pendolo in alto, con ε\varepsilon piccolo, nessun δε\delta_\varepsilon basta. Se la condizione manca anche solo per un ε\varepsilon, l'equilibrio è instabile.

È asintoticamente stabile se è stabile ed esiste δa>0\delta_a>0 tale che

∥x(t0)−xe∥<δa ⇒ lim⁡t→∞∥x(t)−xe∥=0\lVert x(t_0)-x_e\rVert<\delta_a\ \Rightarrow\ \lim_{t\to\infty}\lVert x(t)-x_e\rVert=0

Il pendolo in basso con attrito torna alla posizione di equilibrio. Senza attrito oscilla all'infinito in un intorno senza convergere: è solo stabile, di stabilità semplice. Per convergere a xex_e l'equilibrio deve essere isolato, altrimenti da un equilibrio vicino la traiettoria non lo raggiunge.

È esponenzialmente stabile se la convergenza è maggiorata da un esponenziale decrescente: esiste un tasso λ>0\lambda>0 tale che per ogni ε>0\varepsilon>0 esiste δε>0\delta_\varepsilon>0 per cui ∥x(t0)−xe∥<δε\lVert x(t_0)-x_e\rVert<\delta_\varepsilon implica

∥x(t)−xe∥<ε e−λ(t−t0)∀ t≥t0\lVert x(t)-x_e\rVert<\varepsilon\,e^{-\lambda(t-t_0)}\quad\forall\,t\ge t_0

Stabilità semplice e asintotica

Stabilità semplice

−1,5−1−0,500,511,5−1,4−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4
  • intorno di di raggio
  • intorno di di raggio

Stabilità asintotica

−1,5−1−0,500,511,5−1,4−1,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,21,4
  • intorno di di raggio
  • intorno di di raggio
Partendo dentro la traiettoria può uscirne, ma resta dentro : a sinistra gira senza avvicinarsi a , a destra vi converge.

Queste proprietà valgono vicino a xex_e: sono locali. Una proprietà globale vale per ogni stato iniziale: l'equilibrio è globalmente asintoticamente stabile se è stabile e ∥x(t)−xe∥→0\lVert x(t)-x_e\rVert\to0 comunque si parta. Perciò deve essere l'unico equilibrio.

Stabilità di un moto

Si vuole che il sistema segua un moto x(t)x(t), ma lo stato iniziale è perturbato e il moto effettivo è xp(t)x_p(t), con lo stesso ingresso. Lo scostamento ξ=xp−x\xi=x_p-x soddisfa

ξ˙=f(x+ξ,u)−f(x,u)=g(t,ξ)\dot\xi=f(x+\xi,u)-f(x,u)=g(t,\xi)

Il secondo membro si annulla per ξ=0\xi=0: l'origine è un equilibrio, di un sistema in generale non stazionario, perché gg dipende dal tempo attraverso x(t)x(t). La stabilità del moto è la stabilità di quell'origine.

Sistemi lineari

Per x˙=Ax\dot x=Ax gli equilibri risolvono Axe=0Ax_e=0. Se det⁡A≠0\det A\ne0 l'unico è l'origine. Se 00 è autovalore le soluzioni formano un sottospazio, per esempio tutto l'asse x1x_1 se la prima colonna di AA è nulla: vicino a ogni equilibrio ce ne sono infiniti altri e nessuno è isolato.

Lo scostamento evolve con la matrice di transizione, x(t)−xe=Φ(t−t0) (x(t0)−xe)x(t)-x_e=\Phi(t-t_0)\,(x(t_0)-x_e). Con una norma di matrice indotta, la norma di un prodotto è al più il prodotto delle norme:

∥x(t)−xe∥≤∥Φ(t−t0)∥ ∥x(t0)−xe∥\lVert x(t)-x_e\rVert\le\lVert\Phi(t-t_0)\rVert\,\lVert x(t_0)-x_e\rVert

Se ∥Φ(t)∥≤γ\lVert\Phi(t)\rVert\le\gamma per ogni t≥0t\ge0 basta δε=ε/γ\delta_\varepsilon=\varepsilon/\gamma. Viceversa la definizione dà ∥Φ(t)∥ δε≤ε\lVert\Phi(t)\rVert\,\delta_\varepsilon\le\varepsilon, cioè ∥Φ(t)∥≤ε/δε\lVert\Phi(t)\rVert\le\varepsilon/\delta_\varepsilon. Quindi l'equilibrio è stabile se e solo se Φ\Phi è limitata: una proprietà del sistema, non di xex_e, detta stabilità interna. Gli elementi di Φ\Phi sono combinazioni delle leggi dei modi, e la condizione riguarda gli autovalori λi\lambda_i:

  • stabilità: Re⁡λi≤0\operatorname{Re}\lambda_i\le0 per ogni ii e, per gli autovalori con Re⁡λi=0\operatorname{Re}\lambda_i=0, molteplicità algebrica e geometrica uguali.
  • stabilità asintotica: Re⁡λi<0\operatorname{Re}\lambda_i<0 per ogni ii.

Con Re⁡λi<0\operatorname{Re}\lambda_i<0 i blocchi di Jordan non contano, perché l'esponenziale prevale sul polinomio. Allora l'origine è l'unico equilibrio e la convergenza è esponenziale. È anche globale: il cambio di scala z=hxz=hx, con h>0h>0, dà ancora z˙=Az\dot z=Az, quindi la convergenza vale da un intorno qualunque.

Un autovalore nullo dà equilibri non isolati ed esclude la stabilità asintotica. Una coppia ±jω\pm\mathrm j\omega con ω≠0\omega\ne0 lascia l'origine unico equilibrio, se 00 non è autovalore, ma il suo modo non si estingue: al più stabilità semplice.

Per i moti conta ancora solo AA: con x˙=Ax+Bu\dot x=Ax+Bu e x˙p=Axp+Bu\dot x_p=Ax_p+Bu si ha ξ˙=Aξ\dot\xi=A\xi.

Il discrimine è l'asse immaginario. Un solo autovalore nel semipiano destro rende il sistema instabile, e lo stesso fa un autovalore sull'asse con molteplicità geometrica minore dell'algebrica. Alcuni casi:

(−120−3)−1, −3asintoticamente stabile(01−10)±jstabilitaˋ semplice(0000)0, 0stabilitaˋ semplice(0100)0, 0instabile(100−2)1, −2instabile\begin{array}{ccl} \begin{pmatrix}-1&2\\0&-3\end{pmatrix} & -1,\ -3 & \text{asintoticamente stabile}\\[0.6em] \begin{pmatrix}0&1\\-1&0\end{pmatrix} & \pm\mathrm j & \text{stabilità semplice}\\[0.6em] \begin{pmatrix}0&0\\0&0\end{pmatrix} & 0,\ 0 & \text{stabilità semplice}\\[0.6em] \begin{pmatrix}0&1\\0&0\end{pmatrix} & 0,\ 0 & \text{instabile}\\[0.6em] \begin{pmatrix}1&0\\0&-2\end{pmatrix} & 1,\ -2 & \text{instabile} \end{array}

Nella quarta compare il termine tt, nell'ultima basta un modo divergente.

Regola dei segni e criterio di Routh

Per il polinomio di secondo grado λ2+aλ+c\lambda^2+a\lambda+c a coefficienti reali non nulli, le radici con parte reale positiva sono tante quante le variazioni di segno fra 11, aa, cc (regola di Cartesio). Con aa e cc positivi non ce ne sono: tutte le radici hanno parte reale negativa. Con a<0a<0 e c>0c>0 le variazioni sono due, e due le radici a parte reale positiva. Per gradi alti il criterio di Routh generalizza la regola e dice in quale semipiano si trovano le radici, senza calcolarle.

Massa-molla-smorzatore

Un carrello di massa MM con molla kk e smorzatore bb, mosso da una forza uu, obbedisce a My¨+by˙+ky=uM\ddot y+b\dot y+ky=u. Con x1=yx_1=y (posizione) e x2=y˙x_2=\dot y (velocità):

A=(01−kM−bM),B=(01M)C=(10),D=0\begin{gathered} A=\begin{pmatrix}0&1\\-\frac kM&-\frac bM\end{pmatrix},\quad B=\begin{pmatrix}0\\\frac1M\end{pmatrix}\\ C=\begin{pmatrix}1&0\end{pmatrix},\quad D=0 \end{gathered}

Il polinomio caratteristico è

λ2+bMλ+kM\lambda^2+\frac bM\lambda+\frac kM

Con MM, bb, kk positivi non ci sono variazioni di segno: il sistema è asintoticamente stabile, perché l'attrito dissipa energia e il carrello torna all'equilibrio. Se b2<4Mkb^2<4Mk le radici sono complesse coniugate e il ritorno oscilla, se b2≥4Mkb^2\ge4Mk sono reali e non oscilla. Con b=0b=0 le radici sono ±jk/M\pm\mathrm j\sqrt{k/M} e il carrello oscilla per sempre: stabilità semplice.

Risposta libera al variare dello smorzamento

Autovalori (, )

−6−5−4−3−2−101−2,5−2−1,5−1−0,500,511,522,5ReIm

Risposta libera da ,

012345678−1−0,500,51
Al crescere dello smorzamento gli autovalori passano dall'asse immaginario al semipiano sinistro, e la risposta converge, oscillando o no.

Esercizio: evoluzione libera

Il sistema

x˙1=x2,x˙2=−5x1−4x2+u,y=x1\dot x_1=x_2,\qquad \dot x_2=-5x_1-4x_2+u,\qquad y=x_1

è un massa-molla-smorzatore con M=1M=1, b=4b=4, k=5k=5. Si cerca l'evoluzione libera da x0=(1,1)′x_0=(1,1)'. Il polinomio λ2+4λ+5\lambda^2+4\lambda+5 ha coefficienti positivi e radici λ=−2±j\lambda=-2\pm\mathrm j: α=−2\alpha=-2, ω=1\omega=1, una spirale convergente.

Il piano del modo è generato da uau_a e ubu_b, che si ricavano da

A(uaub)=(uaub)(αω−ωα)A\begin{pmatrix}u_a&u_b\end{pmatrix}=\begin{pmatrix}u_a&u_b\end{pmatrix}\begin{pmatrix}\alpha&\omega\\-\omega&\alpha\end{pmatrix}

Sono quattro equazioni, due indipendenti: si sceglie ua=(1,−2)′u_a=(1,-2)' e ub=(0,1)′u_b=(0,1)', e si verifica che Aua=−2ua−ubAu_a=-2u_a-u_b e Aub=ua−2ubAu_b=u_a-2u_b. Con U=(ua ub)U=(u_a\ u_b) di determinante 11, le righe di U−1U^{-1} sono i vettori sinistri:

U−1=(1021),va′=(1  0),vb′=(2  1)U^{-1}=\begin{pmatrix}1&0\\2&1\end{pmatrix},\qquad v_a'=(1\ \ 0),\quad v_b'=(2\ \ 1)

Le coordinate di x0x_0 sono ca=va′x0=1c_a=v_a'x_0=1 e cb=vb′x0=3c_b=v_b'x_0=3, quindi

m=ca2+cb2=10,tan⁡φ=cacb=13m=\sqrt{c_a^2+c_b^2}=\sqrt{10},\qquad \tan\varphi=\frac{c_a}{c_b}=\frac13

e l'evoluzione libera è

xl(t)=10 e−2t[uasin⁡(t+φ)+ubcos⁡(t+φ)]x_l(t)=\sqrt{10}\,e^{-2t}\bigl[u_a\sin(t+\varphi)+u_b\cos(t+\varphi)\bigr]

L'uscita è la prima componente, che è 11 per uau_a e 00 per ubu_b:

y(t)=10 e−2tsin⁡(t+φ)=e−2t(cos⁡t+3sin⁡t)y(t)=\sqrt{10}\,e^{-2t}\sin(t+\varphi)=e^{-2t}\bigl(\cos t+3\sin t\bigr)

È una sinusoide con inviluppo esponenziale decrescente.

Evoluzione libera da

Piano di stato

−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2−1−0,8−0,6−0,4−0,200,20,40,60,811,2

Uscita

00,511,522,533,54−0,4−0,200,20,40,60,811,2
  • inviluppo
Con lo stato converge all'origine e l'uscita resta dentro l'inviluppo esponenziale decrescente.

Formulario

Equilibrio

f(xe,ue)=0f(x_e,u_e)=0

Stabilità (definizione)

∥x(t0)−xe∥<δε⇒∥x(t)−xe∥<ε\begin{aligned} &\lVert x(t_0)-x_e\rVert<\delta_\varepsilon\\ &\Rightarrow\lVert x(t)-x_e\rVert<\varepsilon \end{aligned}

Asintotica, oltre alla stabilità

lim⁡t→∞∥x(t)−xe∥=0\lim_{t\to\infty}\lVert x(t)-x_e\rVert=0

Esponenziale, con λ>0\lambda>0

∥x(t)−xe∥<εe−λ(t−t0)\lVert x(t)-x_e\rVert<\varepsilon e^{-\lambda(t-t_0)}

Stabilità di un moto

ξ=xp−xξ˙=f(x+ξ,u)−f(x,u)\begin{aligned} \xi&=x_p-x\\ \dot\xi&=f(x+\xi,u)-f(x,u) \end{aligned}

Sistema lineare

Axe=0,ξ˙=AξAx_e=0,\quad \dot\xi=A\xi

Stabilità se Re⁡λi≤0\operatorname{Re}\lambda_i\le0 e, con Re⁡λi=0\operatorname{Re}\lambda_i=0, molteplicità algebrica e geometrica uguali

Stabilità asintotica se

Re⁡λi<0  ∀i\operatorname{Re}\lambda_i<0\ \ \forall i

Blocco di Jordan

eAt=eλt(1t01)e^{At}=e^{\lambda t}\begin{pmatrix}1&t\\0&1\end{pmatrix}

Massa-molla-smorzatore

λ2+bMλ+kM=0\lambda^2+\frac bM\lambda+\frac kM=0

Eccitabilità separata di un modo reale

ui∈Im⁡Bu_i\in\operatorname{Im}B