Una matrice reale ha autovalori complessi solo in coppie coniugate, λ=α+iω e λ∗, con autovettori coniugati u=ua+iub e u∗. L'evoluzione però resta reale. Si sostituiscono allora u e u∗ con i due vettori reali ua e ub: generano un piano invariante, e il resto della base non cambia.
Come A agisce sul piano si legge separando parte reale e parte immaginaria di Au=λu:
AuaAub=αua−ωub=ωua+αub
Nella base (uaub) il blocco è (α−ωωα), e il suo esponenziale è eαt per una rotazione di angolo ωt:
eAtpiano=eαt(cosωt−sinωtsinωtcosωt)
Ampiezza e fase del modo
Siano va e vb le righe di U−1 che corrispondono a ua e ub, e ca=vax0, cb=vbx0 le coordinate dello stato iniziale nel piano. Sono libere e indipendenti, perché dipendono solo da x0:
Per riunire seno e coseno si pone m=ca2+cb2, ca=msinφ, cb=mcosφ: è possibile perché (ca/m)2+(cb/m)2=1. Con le formule di addizione:
xc(t)=meαt[+sin(ωt+φ)uacos(ωt+φ)ub]
I due vettori non sono autovettori: insieme formano un solo modo. Seno e coseno sono in quadratura: quando una componente è massima l'altra è nulla, e lo stato gira nel piano. Partire lungo ua non lo tiene su ua. L'inviluppo eαt decide la forma: con α<0 la spirale entra nell'origine, con α>0 esce, con α=0 si chiude.
Un modo pseudoperiodico
x0uaub
stato xc(t)
t
lungo ua
lungo ub
inviluppo meαt
Le due componenti oscillano in quadratura sotto lo stesso inviluppo. m e φ cambiano solo il punto di partenza, α e ω la forma della spirale.
Il modo di una coppia complessa è pseudoperiodico: sarebbe periodico senza il fattore esponenziale. Quello di un autovalore reale è aperiodico. Con n1 autovalori reali e n2 coppie complesse si ha n1+2n2=n, e nel caso diagonalizzabile:
Nell'uscita libera y=Cx il modo compare attraverso Cua e Cub. Un modo reale sparisce se Cui=0; una coppia solo se si annullano entrambi, perché C è reale e C(ua+iub)=0 equivale ai due:
Cua=0,Cub=0⇒inosservabile
Dal lato dell'ingresso, H(t)=eAtB contiene il fattore (vavb)B: la coppia non è eccitabile se
vaB=0,vbB=0
W(t)=CeAtB contiene solo i modi insieme osservabili ed eccitabili.
Esempio: massa, molla e smorzatore
Un corpo di massa M su un binario è legato a una molla di rigidezza km e a uno smorzatore di coefficiente kA. L'ingresso è la forza, u=F, l'uscita la posizione, y=p:
Mp¨(t)=F(t)−kAp˙−kmp
La posizione non basta come stato: a parità di posizione e di forza il corpo evolve in modo diverso se è fermo o in moto. Serve anche la velocità. L'accelerazione si ricava dall'equazione, quindi non è una variabile di stato. In generale, un'equazione di ordine n ha come stato la variabile e le sue derivate fino all'ordine n−1. Con x1=p e x2=p˙:
x˙1x˙2=x2=−Mkmx1−MkAx2+M1F
Il sistema è stazionario perché i parametri non dipendono dal tempo, ed è lineare perché p¨ è una combinazione lineare di p, p˙ e F. Quindi:
A=(0−Mkm1−MkA),B=(0M1)C=(10),D=0
D=0 perché la posizione non dipende direttamente dalla forza. Con M=1, km=1 e kA da scegliere, det(λI−A)=λ2+kAλ+1 e
λ1,2=2−kA±kA2−4
kA>2: autovalori reali, distinti e negativi. Modi aperiodici, la posizione torna a zero senza oscillare.
0<kA<2: coppia complessa con parte reale −kA/2<0. Modo pseudoperiodico, la posizione oscilla mentre decade.
kA=2: radici coincidenti, A non diagonalizzabile; il caso si tratta a parte.
Gli autovalori dicono dunque, senza calcolare l'evoluzione, se il sistema torna all'equilibrio e se lo fa oscillando; scegliere kA progetta il comportamento.
Autovalori e posizione al variare di kA
λ1λ2ReIm
t
posizione p(t)
Con il corpo fermo in posizione 1 all'inizio: sotto kA=2 gli autovalori sono complessi e la posizione oscilla decadendo; sopra sono reali negativi e decade senza oscillare.
Sistemi a tempo discreto
Nel tempo discreto lo stato al passo successivo è funzione di quello attuale. Un esempio: gli iscritti ai tre anni di un corso, x1(t), x2(t), x3(t), contati ogni anno. Con βi la frazione di bocciati all'anno i, I(t) gli immatricolati e L(t) i laureati:
I bocciati restano nell'anno, i promossi passano all'anno dopo, i laureati escono. È lineare e stazionario: con x=(x1x2x3)⊤ e u=(IL)⊤ si scrive x(t+1)=Ax(t)+Bu(t), con
A=β11−β100β21−β200β3B=10000−1
Dal passo alla soluzione
La forma esplicita ha la stessa struttura del continuo, con una somma al posto dell'integrale:
x(t)=Φ(t−t0)x(t0)+τ=t0∑t−1H(t−τ)u(τ)
Un solo passo, da t a t+1, dà x(t+1)=Φ(1)x(t)+H(1)u(t), quindi A=Φ(1) e B=H(1). Iterando il passo da t0:
Ogni ingresso è moltiplicato per A tante volte quanti sono i passi trascorsi dopo quello in cui ha agito:
x(t)=At−t0x(t0)+τ=t0∑t−1At−1−τBu(τ)
Dunque Φ(t)=At e H(t)=At−1B per t≥1.
Potenze di A e modi reali
Serve At in forma chiusa. Se A=UΛU−1, le potenze agiscono sugli autovalori: At=UΛtU−1. Con ui autovettori di A e vi righe di U−1, posto ci=vix(0), l'evoluzione libera è
x(t)=i=1∑nciλitui
Un autovalore reale dà un modo aperiodico:
λ>1 cresce, 0<λ<1 decade a zero, λ=1 resta costante.
−1<λ<0 alterna il segno a ogni passo e decade: modo aperiodico alternante convergente.
λ=−1 alterna senza cambiare ampiezza.
λ<−1 alterna e diverge.
Nel continuo eλt>0 non alterna mai: l'alternanza è propria del tempo discreto.
Un modo reale a tempo discreto
t
λt
Con λ<0 il segno alterna; con ∣λ∣<1 l'ampiezza decade, con ∣λ∣>1 cresce.
Coppia complessa nel discreto
Per una coppia coniugata si usa la forma polare λ=ρeiθ: la potenza di α+iω in forma cartesiana darebbe potenze di binomio, mentre la forma polare separa il modulo dalla fase. Nella base reale (uaub) il blocco è ρ per una rotazione di angolo θ; t rotazioni successive fanno una rotazione di θt:
Atpiano=ρt(cosθt−sinθtsinθtcosθt)
Il modo ha la forma del caso continuo, con ρt al posto di eαt e θt al posto di ωt:
x(t)=mρt[+sin(θt+φ)uacos(θt+φ)ub]
Con ρ>1 l'ampiezza cresce, con 0<ρ<1 decade, con ρ=1 resta costante. Non è alternante come un modo reale negativo, perché ρ>0: l'oscillazione viene dalla fase.
Un modo pseudoperiodico a tempo discreto
x(0)x(7)uaub
t
lungo ua
lungo ub
inviluppo mρt
Per ρ<1 gli stati si avvicinano all'origine, per ρ>1 se ne allontanano; a ogni passo ruotano di θ.
La geometria non cambia fra continuo e discreto: osservabilità ed eccitabilità di una coppia restano Cua=Cub=0 e vaB=vbB=0. Cambia solo la legge temporale, esponenziale nel continuo e potenza nel discreto.