Lezione 1 · Canale 1 · giovedì 24 settembre 2026

Introduzione ai sistemi dinamici e alla loro rappresentazione

Sistemi Dinamici

Che cos'è un sistema

Un sistema è un insieme di almeno due elementi collegati, che concorrono a un funzionamento comune. Per studiarlo si sceglie un punto di vista e, rispetto a quello, si decide che cosa entra e che cosa esce.

Gli elementi possono essere concreti o astratti: un'automobile, con parti elettriche, meccaniche e idrauliche, ma anche un sistema economico. Una parte può essere a sua volta un sistema. La definizione è generale apposta: la stessa matematica descrive sistemi elettrici, economici, biologici.

«Collegati» vuol dire che c'è una relazione, e la relazione dipende dal punto di vista. La banca centrale osserva i dati e fissa il tasso d'interesse; un imprenditore osserva il tasso e decide come investire. Ciò che è causa per uno è effetto per l'altro. Orientare il sistema significa scegliere l'ingresso uu, ciò che agisce, e l'uscita yy, ciò che interessa osservare.

Poi gli elementi e le relazioni vanno definiti con la matematica, con domini precisi: per le persone che «stanno insieme» bisogna dire chi è incluso e che cosa conta come relazione.

Sistemi dinamici e causali

Un sistema è dinamico se le condizioni presenti dipendono non solo da ciò che avviene adesso, ma anche da ciò che è successo prima. Si versa un litro in un secchio: quanta acqua c'è? Dipende da quanta ce n'era.

Un sistema è causale se il futuro non determina il passato: l'uscita in tt dipende dall'ingresso fino a tt, non da quello di domani. I sistemi che si incontrano sono tutti causali. Con più ingressi e più uscite, ogni uscita può dipendere da alcuni o da tutti gli ingressi:

y1(t)=F1(u1∣(−∞,t),… )y2(t)=F2(u1∣(−∞,t),u2∣(−∞,t),… )\begin{aligned} y_1(t)&=F_1\bigl(u_1\big|_{(-\infty,t)},\dots\bigr)\\ y_2(t)&=F_2\bigl(u_1\big|_{(-\infty,t)},u_2\big|_{(-\infty,t)},\dots\bigr) \end{aligned}

Qui u∣(−∞,t)u\big|_{(-\infty,t)} è l'ingresso ristretto all'intervallo prima di tt. Tenere tutta la storia dell'ingresso è però troppo: dell'acqua versata nel secchio non interessa il dettaglio, ma l'effetto che ha prodotto.

Lo stato riassume il passato

Basta guardare com'è il sistema adesso: «sta così ora». L'informazione contenuta in u∣(−∞,t0)u\big|_{(-\infty,t_0)} si riassume nello stato x(t0)x(t_0), perché come ci si sia arrivati non interessa. Per il secchio è la quantità d'acqua; per un aereo che accelera, la velocità di partenza. Fissato t0t_0:

y(t)=F(t,t0,x(t0),u∣[t0,t))y(t)=F\bigl(t,t_0,x(t_0),u\big|_{[t_0,t)}\bigr)

Che x(t0)x(t_0) basti è un'ipotesi, e si controlla con un esperimento. Si parte da t0t_0 e si arriva a un istante intermedio t1t_1 usando l'ingresso su [t0,t1)[t_0,t_1); si riassume la condizione raggiunta in x(t1)x(t_1), lo stato in cui si arriva da x(t0)x(t_0) con quell'ingresso, e si riparte da lì con l'ingresso su [t1,t)[t_1,t). Lo stato è una buona scelta se, per ogni t1t_1, il risultato è quello che si ottiene in un solo tratto:

F(t,t1,x(t1),u∣[t1,t))=F(t,t0,x(t0),u∣[t0,t))F\bigl(t,t_1,x(t_1),u\big|_{[t_1,t)}\bigr)=F\bigl(t,t_0,x(t_0),u\big|_{[t_0,t)}\bigr)

È la proprietà di separazione: il passato prima di t1t_1 si può dimenticare, perché è già nello stato.

Nel secchio, uu è la portata con cui si versa e xx la quantità d'acqua. Nella figura le due storie sono diverse, ma arrivano alla stessa quantità in t1t_1: da lì in poi non si distinguono.

Due storie, lo stesso stato

00,511,522,533,544,5501234567
  • storia 1
  • storia 2, da secchio vuoto
Due storie che arrivano allo stesso stato in e poi ricevono lo stesso ingresso non si distinguono più: il passato non serve.

Ingresso, stato e uscita

La storia aggiorna lo stato, e con lo stato si ricava l'uscita. Le due cose sono separate: come evolve il sistema e come se ne osserva l'effetto.

x(t)=φ(t,t0,x(t0),u∣[t0,t)),y(t)=η(t,x(t),u(t))x(t)=\varphi\bigl(t,t_0,x(t_0),u\big|_{[t_0,t)}\bigr),\qquad y(t)=\eta\bigl(t,x(t),u(t)\bigr)

φ\varphi dà lo stato in tt, η\eta l'uscita. L'intervallo d'ingresso [t0,t)[t_0,t) esclude tt: quello che succede in tt non influenza istantaneamente x(t)x(t), e si mette nell'uscita, dove compare u(t)u(t).

Evoluzione dello statoUscita
L'ingresso aggiorna lo stato e dallo stato si ricava l'uscita; l'effetto diretto di sull'uscita non è disegnato.

Un effetto istantaneo è raro nei sistemi reali, perché ogni componente impiega tempo a reagire. In un modello, però, una componente molto più rapida delle altre si approssima come istantanea: nella stufa elettrica, il ritardo dell'interruttore si trascura rispetto al tempo che serve a scaldare.

Stazionarietà

Le funzioni φ\varphi e η\eta potrebbero dipendere dal tempo in modo esplicito: a parità di stato e ingresso, uscite diverse in momenti diversi. Se non ne dipendono, il sistema è stazionario.

Per verificarlo si ripete lo stesso esperimento spostato di Δ\Delta: stesso stato iniziale, intervallo [t0+Δ,t+Δ)[t_0+\Delta,t+\Delta) e ingresso Δu∣[t0,t)\Delta u\big|_{[t_0,t)}, cioè il profilo u∣[t0,t)u\big|_{[t_0,t)} spostato di Δ\Delta: s↦u(s−Δ)s\mapsto u(s-\Delta), per s∈[t0+Δ,t+Δ)s\in[t_0+\Delta,t+\Delta). Non basta prendere un altro tratto della funzione uu: va spostato il profilo già usato. L'esperimento traslato dà

x′(t+Δ)=φ(t+Δ,t0+Δ,x(t0),Δu∣[t0,t))x'(t+\Delta)=\varphi\bigl(t+\Delta,t_0+\Delta,x(t_0),\Delta u\big|_{[t_0,t)}\bigr)

e il sistema è stazionario se la sua uscita y′y' ripete quella dell'originale, y′(t+Δ)=y(t)y'(t+\Delta)=y(t), per ogni Δ∈R\Delta\in\mathbb R. Con Δ=−t0\Delta=-t_0 l'esperimento comincia in 00 e t0t_0 sparisce: contano lo stato iniziale, l'ingresso e il tempo trascorso t−t0t-t_0. Con Δ=−t\Delta=-t anche η\eta perde il tempo.

x(t)=φ(t−t0,x(t0),u∣[t0,t)),y(t)=η(x(t),u(t))x(t)=\varphi\bigl(t-t_0,x(t_0),u\big|_{[t_0,t)}\bigr),\qquad y(t)=\eta\bigl(x(t),u(t)\bigr)

Se l'acqua impiega un'ora a bollire, importa che sia passata un'ora, non se si è cominciato alle undici o a mezzogiorno. Si lavora sempre con sistemi stazionari. La stazionarietà dipende anche dal modello: il tempo che un aereo impiega ad accelerare cambia se il carburante si consuma, ma il sistema diventa stazionario se nel modello si mette anche la dinamica del carburante. Un sistema non stazionario può inoltre essere quasi stazionario su un intervallo breve.

Lo stesso esperimento, spostato nel tempo

Ingresso

012345678900,511,522,5
  • esperimento originale
  • esperimento traslato

Quantità d'acqua

0123456789012345678
  • esperimento originale
  • esperimento traslato
Con lo stesso stato iniziale e l'ingresso spostato di , la quantità d'acqua è la stessa, spostata di : conta il tempo trascorso, non l'istante d'inizio.

Linearità

Una funzione ff è lineare se f(x1)=f1f(x_1)=f_1 e f(x2)=f2f(x_2)=f_2 implicano f(x1+x2)=f1+f2f(x_1+x_2)=f_1+f_2. Qui la funzione ha due argomenti, stato e ingresso, e la combinazione va fatta su entrambi insieme, non cambiandone uno solo. Il sistema è lineare se, con x1(t)=φ(t−t0,x1(t0),u1∣[t0,t))x_1(t)=\varphi\bigl(t-t_0,x_1(t_0),u_1\big|_{[t_0,t)}\bigr) e x2(t)x_2(t) analogo,

φ(t−t0,αx1(t0)+βx2(t0),αu1+βu2)=αx1(t)+βx2(t)\varphi\bigl(t-t_0,\alpha x_1(t_0)+\beta x_2(t_0),\alpha u_1+\beta u_2\bigr)=\alpha x_1(t)+\beta x_2(t)

per ogni scelta di stati, ingressi e coefficienti α,β\alpha,\beta. Lo stesso vale per l'uscita:

α η(x1,u1)+β η(x2,u2)=η(αx1+βx2,αu1+βu2)\alpha\,\eta(x_1,u_1)+\beta\,\eta(x_2,u_2)=\eta(\alpha x_1+\beta x_2,\alpha u_1+\beta u_2)

Per poter combinare, stati e ingressi devono stare in spazi lineari: x(t)∈X⊆Rnx(t)\in X\subseteq\mathbb R^n, u(t)∈U⊆Rpu(t)\in U\subseteq\mathbb R^p, e u∣[t0,t]u\big|_{[t_0,t]} in uno spazio U\mathcal U di funzioni. L'uscita raccoglie ciò che interessa osservare, y(t)∈Y⊆Rqy(t)\in Y\subseteq\mathbb R^q, e può avere meno componenti dello stato: in un'automobile che parcheggia può bastare la posizione.

Scegliendo x1(t0)=x(t0)x_1(t_0)=x(t_0) con u1=0u_1=0, poi x2(t0)=0x_2(t_0)=0 con u2=uu_2=u, e α=β=1\alpha=\beta=1, la risposta si scompone:

φ(t−t0,x(t0),u)=φ(t−t0,x(t0),0)+φ(t−t0,0,u)\varphi(t-t_0,x(t_0),u)=\varphi(t-t_0,x(t_0),0)+\varphi(t-t_0,0,u)

Il primo termine è l'evoluzione libera, dovuta solo allo stato iniziale; il secondo l'evoluzione forzata, dovuta solo all'ingresso. Nel secchio, l'acqua che c'era più quella versata.

Evoluzione libera più forzata

00,511,522,533,544,550123456
  • evoluzione libera
  • evoluzione forzata
  • stato iniziale e ingresso insieme
Senza ingresso lo stato resta quello iniziale; da stato iniziale nullo l'ingresso dà l'evoluzione forzata. La loro somma è l'evoluzione completa.

Formulario

Stato sufficiente (separazione)

F(t,t1,x(t1),u∣[t1,t))=F(t,t0,x(t0),u∣[t0,t))\begin{aligned} &F(t,t_1,x(t_1),u|_{[t_1,t)})\\ &=F(t,t_0,x(t_0),u|_{[t_0,t)}) \end{aligned}

Stato e uscita

x(t)=φ(t,t0,x(t0),u∣[t0,t))y(t)=η(t,x(t),u(t))\begin{aligned} x(t)&=\varphi(t,t_0,x(t_0),\\ &\qquad u|_{[t_0,t)})\\ y(t)&=\eta(t,x(t),u(t)) \end{aligned}

Ingresso traslato, s∈[t0+Δ,t+Δ)s\in[t_0+\Delta,t+\Delta)

Δu∣[t0,t)(s)=u(s−Δ)\begin{aligned} \Delta u|_{[t_0,t)}(s)\\ &=u(s-\Delta) \end{aligned}

Stazionario: y′(t+Δ)=y(t)y'(t+\Delta)=y(t), quindi

x(t)=φ(t−t0,x(t0),u∣[t0,t))y(t)=η(x(t),u(t))\begin{aligned} x(t)&=\varphi(t-t_0,x(t_0),\\ &\qquad u|_{[t_0,t)})\\ y(t)&=\eta(x(t),u(t)) \end{aligned}

Lineare (stato)

φ(t−t0,αx1(t0)+βx2(t0),αu1+βu2)=αx1(t)+βx2(t)\begin{aligned} &\varphi(t-t_0,\alpha x_1(t_0)\\ &\quad+\beta x_2(t_0),\\ &\quad\alpha u_1+\beta u_2)\\ &=\alpha x_1(t)+\beta x_2(t) \end{aligned}

Lineare (uscita)

η(αx1+βx2,αu1+βu2)=αη(x1,u1)+βη(x2,u2)\begin{aligned} &\eta(\alpha x_1+\beta x_2,\\ &\quad\alpha u_1+\beta u_2)\\ &=\alpha\eta(x_1,u_1)\\ &\quad+\beta\eta(x_2,u_2) \end{aligned}

Spazi

x∈X⊆Rnu∈U⊆Rpy∈Y⊆Rq\begin{aligned} x&\in X\subseteq\mathbb R^n\\ u&\in U\subseteq\mathbb R^p\\ y&\in Y\subseteq\mathbb R^q \end{aligned}

Libera più forzata

φ(t−t0,x(t0),u)=φ(t−t0,x(t0),0)+φ(t−t0,0,u)\begin{aligned} &\varphi(t-t_0,x(t_0),u)\\ &=\varphi(t-t_0,x(t_0),0)\\ &\quad+\varphi(t-t_0,0,u) \end{aligned}